ARDUO live @ CORTO MALTESE – Poetto

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Moka produzioni e Egg concerti sono felici di presentare ARDUO Jazz-core-math-rock from Napoli

live @ Corto Maltese Poetto – Cagliari – Inizio ore 22:00

Music Selection a cura di Mr. MOKA

Ingresso gratuito


Arduo
è un duo, chitarra e batteria, che porta in scena un nevrotico, entusiasmante, vigoroso jazzcore. Stacchi repentini, cambi di ritmo e traiettorie funamboliche, con gli Arduo si ritrova il gusto per l’eccesso, la forma e lo stile del math rock più caotico.
Gli Arduo nascono dall’incontro tra Marcello Giannini (Slivovitz, Cristiano Arcelli “Brooks”, Enrico Rava, Guru+Marco Messina) e Andrea De Fazio (Erlend Øye, Fitness Forever).

Mr. Moka
Selector e produttore cagliaritano. monocolato e tempestato di bauxite, seleziona con cura rock indipendente, Post punk, New Wave, Sixtiees e Garage, Afro-beat e Rap, ancora imprevedibili hit 80’s e vomitevoli classici italiani per un incelabile piacere comune.
Segni particolari?
Spesso capace di trasformare un rockettaro incallito in funky person!

Evento Fb: https://www.facebook.com/events/1537736949808321/

Vi aspettiamo

 

 

 

 

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MATTIA COLETTI LIVE @COVO ART

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Un passato noise-rock; un presente da chitarrista in solo; in mezzo, una mai disattesa attenzione per il suono. Così, con un sunto veramente limitativo si potrebbe introdurre Mattia Coletti, uno dei più interessanti chitarristi italiani, oltre che produttore e fonico di primissimo ordine.

Per la dimensione in solo, esposta in cinque album, si concentra sulla sua chitarra elettrico-acustica tarata in modalità ritual bluesy/avant-folk e su pochissimo altro. Un pochissimo altro che spesso assume le forme di pulviscolo sonoro, disturbi elettrostatici, sporcizia digitale, andando ad impreziosire quella ricerca sulla sottile linea rossa che divide la sperimentazione dalla tradizione, la dissonanza dalla melodia, e c
he, col passare dei dischi, si va sempre più focalizzando sul suono e sui dettagli, spostando l’impianto originario verso lande “altre”. “Haiku sonori” abbiamo spesso definito quei bozzetti in cui il procedere chitarristico è sviluppato lungo l’asse della reiterazione e della ciclicità senza mai farsi accumulo fine a se stesso, ma prediligendo una essenzialità pura e sostanziosa. E sempre ad una sorta di legame col poetico minimalismo della succitata forma letteraria giapponese – Paese con cui Coletti ha instaurato un rapporto più che profondo – rimandano le atmosfere evocate dai suoi intarsi chitarristici: rigore, eleganza, osservanza. Quasi che vi fosse una sorta di laica spiritualità di fondo pronta ad emergere sotto le forme malinconicamente evocative delle struggenti pastorali acustiche del Nostro.

Nell’ultimo lavoro Moon, Coletti però compie uno scarto in avanti non indifferente, grazie all’introduzione dell’elettronica sotto forma di beat, pad ritmici o drones che vanno a spostare l’asse elegiaco delle musiche del Nostro verso qualcosa di più corposo e robusto. Non perdendo mai di vista quanto detto sopra – reiterazione di cifre chitarristiche che si avviluppano l’una sull’altra, malinconia immaginifica di fondo, predilezione per la pastorale visionaria, alternanza di corde acustiche e elettriche – ma donando al tutto quel pizzico di alterità che ci fa presupporre nuovi sviluppi futuri.

Ventinove minuti dettati da una semplicità a volte disarmante capace di creare ambientazioni diverse attraverso una profonda ricerca nel suono.

Moon è la luna, a volte distante 384 mila chilometri, a volte così vicino da non accorgerti che ti è già entrato dentro. È un disco che si fa desiderare”

Polveroso e uggioso, un affresco perduto nel passato, in un panorama solitario.

Un battito nuovo per una musica mai scontata, ascoltandolo si ha il piacere di non sapere cosa succeda dopo. il suo è un suono dalle radici forti, che proviene certamente dall’America rurale, ma si va ben oltre questo.
Moon non è un disco facile da descrivere, in quanto ogni ascoltatore si farà la sua idea; addirittura in certi momenti, per le atmosfere, sembra un disco trip hop.
Da sentire per meravigliarsi ancora

Ad aprire e seguire le accurate e periziate selezioni di Mr moka
https://www.youtube.com/user/MrMokaHeartandSoul/featured

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DAINOCOVA “DARK TROPICANA” IL 19 GENNAIO ESCE IL NUOVO ALBUM

 

INTANTO E’ ONLINE IL TEASER DEL DISCO.

DAINOCOVA -DARK TROPICANA - COVER

“Dark Tropicana” è un paesaggio impressionista di un’esistenza ai margini del concetto comune di bellezza. E’ il

frutto di lunghe camminate notturne senza meta in cui la decadente periferia muta continuamente i connotati.

Tra fantasie arcaiche, visioni futuristiche, tribolazioni e euforie tropicali “Dark Tropicana” sono dieci canzoni di folk

nudo e crudo in cui l’amore è uno scambio di cineserie, gli amici sono cartonati sullo sfondo, le erbacce sull’asfalto

un microcosmo, la poesia  rabbia creativa in un rifugio senza tempo.

TRACKLIST:

01_Pegaso

02_Tonno

03_Bamboo

04_Barcaro

05_Fontana fantasma

06_Un continuo girare

09_Tutto in un giorno

07_La mia arte

08_Baby Sayonara

10_Dark Tropicana

Dainocova è un cantautore polistrumentista. Dopo aver suonato e collaborato con numerose band

della scena indie sarda tra cui Trees of mint, Hola la Poyana, Diverting Duo, nel 2003 scrive

e registra  una serie di brani in chiave pop/lo-fi con cui inizia ad esibirsi dal vivo.

Dainocova passa diversi anni in giro per il mondo, poi nell’autunno del 2012 esce “ Fuga da scuola”, il suo primo

Seguono un minitour nella penisola e anni di intensa e variegata attività live. Sempre incline alla  sperimentazione,

disco in studio, nove brani pop rock dalla scrittura poetica e dalla forte impronta personale.

Dainocova cambia di volta in volta l’approccio sul palco, passando dal full acoustic solo

al live looping, da formazioni duo folk minimale a ensembles di stampo post rock.

Nel 2015 Dainocova inizia la stesura e la registrazione di “Dark Tropicana”,

il suo secondo album in imminente arrivo.

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A Maggio un mini tour sardo per il cantautore FIORINO

sardegna

Fiorino – Il masochismo provoca dipendenza
Frivola Records

“Il masochismo provoca dipendenza nella misura in cui, col passare degli anni, migliora la performance nel ripetere gli stessi errori. Insomma, si diventa bravissimi a sbagliare.”

Così lo spezzino Fiorino descrive il proprio LP d’esordio “Il masochismo provoca dipendenza” in uscita per Frivola Records il 20 gennaio 2015. Marinaio di professione, cantautore per vocazione, Fiorino canta di nautica da diporto, di ex (sue e di altri), di sensi di colpa, in dieci canzoni, dallo stornello allo stoner, che tirano le somme su esperienze di vita non ancora totalmente digerite.

Fiorino traduce l’indole stomp-folk del proprio spettacolo one-man-band in arrangiamenti carichi di rimandi alle sonorità degli storici cantautori italiani anni ’70 arricchite da una vena elettrica che unisce southern-rock, post-rock, progressive, grunge e stoner. Dieci canzoni che vantano la collaborazione di Lidio Chericoni (Shiva Bakta), Diego Piscitelli (Andi Almqvist), Tommaso Spinelli (membro fondatore de l’Orso) e Daniele Rossi (ThreeLakes).
Un disco prodotto dallo stesso Fiorino assieme al “Dialma Ruggiero”, l’avanguardistico centro giovanile e multimediale spezzino che grazie allo studio di registrazione ospitato al suo interno (NK studio) sceglie e produce ogni anno un artista locale. Troverà poi asilo presso la Casa Medusa, lo studio milanese dove hanno inciso Mauro Ermanno Giovanardi, Amor Fou e Calvino.
Un brano dell’album, La buona occasione, è nato su commissione del video-maker Ivan D’Antonio come colonna sonora dei titoli di coda per l’omonimo cortometraggio con cui quest’ultimo vince ilPremio Canon Italia 2013.
Nel frattempo Fiorino continua a tenere col fiato sospeso, oltre a tutte le istituzioni spezzine (Prefetto compreso), tutti i sostenitori che hanno contribuito tramite Music Raiser alla raccolta fondi che l’artista ha intrapreso per ingaggiare un ufficio stampa, promettendo ottimisticamente l’uscita del disco per l’estate 2013. Promesse da marinaio, giacchè, tra le diverse scuse addotte per tranquillizzare i suoi fan circa il crescente ritardo, spicca fra tutte quella dei suoi imbarchi estivi in qualità di marinaio-cuoco, durante i quali, soffrendo astinenze di vario genere, trova gli spunti per canzoni che svilupperà con la stessa lentezza con cui storicizza antichi amori e con cui incide nuovi dischi.

 

 

BIO
Nato alla Spezia esattamente sette anni dopo la morte di Bruce Lee, Matteo Fiorino inizia a scrivere canzoni a 27 anni per ricordarsi di dimenticare. Dopo aver militato come chitarrista nella sua prima band, gli U.S.U., si trasferisce a Bologna dove si iscrive al DAMS e dove fonda l’Amaro Quartetto e la Mora romagnola. Imbarcato in estate come marinaio-cuoco sugli yacht, esorcizza il proprio malessere scrivendo canzoni sulle ex (sue e di terzi). Nel 2011 da vita al progetto cantautorale FIORINO e autoproduce l’EP “L’esca per le acciughe”, il suo primo lavoro discografico, della cui title-track Mezzacapa firma il videoclip.
Collabora con il regista Ivan D’Antonio, per il quale scrive la colonna sonora del cortometraggio “La buona occasione”. Dopo aver lavorato a nuovi brani, realizza con successo una campagna di raccolta fondi su Music Raiser. Lo spettacolo one-man-band col quale gira l’Italia lo ha visto sui palchi con lo Stato Sociale, il Pan del Diavolo, Shiva Bakta, Brace, Alessio Lega, Chewingum, l’Orso, Piet Mondrian.

http://www.matteofiorino.it

 

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